cibo crudo

CIBO CRUDO

giovedì 17 dicembre 2015

Varie Artigianato e Fai da Te - Costruire Case di montagna in Miniatura con Pietra e Legno

Oggi e' il turno di Alberto Bonaudo di Rivarolo Canavese (TO) che ci racconta lo spirito che lo ha portato a sviluppare la costruzione di antiche case rurali e piccoli villaggi alpini in miniatura. Per Alberto le case antiche di montagna, per il loro carattere, per il loro aspetto, volume e colore, per i materiali con cui sono costruite e per il giusto collocamento nell'ambiente, sono belle. Nate per consentire la vita nelle montagne, non si sono sovrapposte al paesaggio, ma vi si sono inserite con perfetta misura. Esse nascono dall’ambiente, ne usano i materiali, seguono un disegno che ha subito un lungo processo di adattamento alle condizioni climatiche, alle esigenze dell’uomo e dell’ambiente stesso. Così queste costruzioni si fondono con il paesaggio diventandone parte integrante, unendo insieme elementi dell’uomo e della natura. Il tutto è legato strettamente all’amore che ha per le montagne di casa situate tra l’alto Canavese e la Valle d’Aosta. Dopo averle percorse in lungo e in largo in ogni stagione da oltre 35 anni, ha potuto osservare non solo le bellezze naturali, ma anche quelle create dall’uomo nel corso degli anni, da qui molte sue opere hanno preso forma.  






 Sia le case che i villaggi sono in scala 1:80, vale a dire che l’altezza di una casa è di circa 10 cm. Esse nascono rispettando le tecniche di costruzione originali, utilizzando solo pietra e legno come nella realtà, ogni pietra viene tagliata su misura, mentre le parti lignee , come ad esempio per i tipici “Rascard” Valdostani sono accuratamente tagliate e incastrate fra loro. I materiali utilizzati sono solo pietra e legno che raccoglie personalmente durante le sue escursioni in montagna. Le sue creazioni vogliono esaltare la bellezza dell’architettura alpina in tutta la sua semplicità, ma non sono mai delle copie di manufatti esistenti, bensì frutto della sua fantasia, pur mantenendo intatta la tipicità della costruzione. Si possono vedere anche alcuni dettagli che impreziosiscono sempre le sue creazioni come la falce, la sega (1 cm di lunghezza), l'accetta, la legna ben accatastata sul solaio, il vaso con fiori sul fronte, balcone incassato su un fianco, il pilastrino rotondo che è una caratteristica tipica di molte antiche case alpine, balconi fioriti, la panca, la fontana, la falce appesa al muro e il secchio appoggiato al lavatoio, ecc . Ogni parte viene curata nei più piccoli particolari, ad esempio una porta con finestrotto è composta da ben 13 pezzi, nonostante sia alta solo3 cm. Ogni sua costruzione e' completamente fatta mano e prende il nome da una montagna del luogo. Sono apprezzate da collezionisti di opere in miniatura e possono impreziosire mobili, nicchie di muratura e qualsiasi altro ambiente di un appartamento.






 Di seguito alcune realizzazioni
- Villaggio Rocher Fleuri' (foto 11), con le case ammassate tipico delle zone alpine
- Villaggio Roccia Viva (foto 12) con chiesetta
- Villaggio Tour Ronde (foto 13)
- Chiesetta (foto 14) addossata ad un masso sul fianco
- Abitazione (foto 15) con passaggio coperto fra le due porzioni di casa, anche questa e' una peculiarita' delle zone alpine







Navigando in rete ho anche visto miniature create con il cibo: broccoli in luogo degli alberi che danno vita ad un pezzo di jungla, l'aglio con all'estremita' un navicella in modo da far sembrare una fase di lancio in orbita, scaglie di parmigiano con dei lavoratori in miniatura che lavorano in una cava ecc.
Un sito interessante che tratta l'argomento lo trovi qui  "miniterre wordpress"
Le notizie mi sono state fornite da Alberto Bonaudo
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lunedì 14 dicembre 2015

Varie Artigianato e Fai da Te - Maschere Teatrali in Cuoio fatte a mano

Ho scoperto un altro prodotto artigianale di nicchia, le maschere per la Commedia dell' Arte. E' cio' che crea dal 1995 Giovanni Balzaretti (foto 1) di Livorno, Direttore artistico presso le Accademie della Commedia e del Teatro Agricolo, insegnante presso Teatro Catalina Sur Buenos Aires. Ha una vetrina a Livorno ed una a S. Giovanni in Marignano (RN). Sono completamente fatte a mano secondo l' antica tecnica di battitura usata sin dalle origini osservando il lavoro di pellai, calzolai e sellai. Ogni maschera richiede circa 40 ore di lavoro fra modellazione del cuoio su calco in legno e lavorazione dello stesso legno.






Le fasi che segue Giovanni sono:
- Schizzo e tavola tecnica consistono nell' iniziare scarabbocchiando per poi passare al disegno scala 1/1 della fronte, profilo e assonometria di un teschio umano. Sul teschio costruisce il grottesco dello schizzo rispettando le proporzioni anatomiche del “Triangoleto” (triangolo che ha ai vertici le due pupille e la radice del naso) e del “Tavoleto” (quadrilatero che ha ai vertici i due zigomi e i due punti dell’occipite in cui la maschera tocca lo scheletro dell’attore).
- Modello tridimensionale in argilla, sul trespolo monta un pano di argilla e seguendo la tavola tecnica realizza la maschera che puo' subire anche delle leggere modifiche se lo ritiene necessario con un pantografo.
- Calco in legno, sul trespolo si monta il ciocco di legno (Cirmolo o Tiglio) che si sgrossa con mazzuolo e scalpello, si scolpisce con sgorbie, rifinisce con raspa e carta abrasiva, ancora il pantografo  per riportare l’anatomico dall’argilla al legno.
- Maschera in cuoio, con pelle di mucca conciata a tannino di spessore 1,8 – 2,0 mm. Si bagna in acqua e aceto sfibrando il verso dei peli. Piazzata sul calco si inchioda lungo tutto il bordo posteriore con chiodi di ottone. Prima avviene la micro martellatura con un martello di corno, poi la spianatura con un martello di caucciù. Le linee di scultura vengono messe in risalto con una spingina in Corno o in Bois de rose. Importante e' il tempo di asciugatura della pelle. Se il naso e' lungo predispone la giunta per linguetta o per sovrapposizione nel punto della maschera meno visibile dal pubblico. Quando è vicina al punto di asciugatura si lucida con il suo collagene usando il dorso del martello di corno e il piatto della spingina. Si tolgono i chiodi, rastremano le linguette posteriori e poi si scappella la maschera dal calco. Si tagliano occhi e narici, si imprigiona un anima d’ottone lungo tutto il bordo. Si montano i lacci, si tinge con prodotti naturali (catrame, tabacco, calce, caffè, mallo di noci, lacche, bacche di sambuco, usando come solvente lo strutto o la cera d’api riscaldata) oppure con aniline e mordenti diluibili in acqua o in alcool. Si montano i peli di sopracigli e baffi se servono.
- Prova della maschera. Se e' un calco nuovo si prova e si verifica la vestibilita' , di solito c'e' bisogno di ritoccare il calco prima di arrivare alla giusta misura.






Le maschere piu' caratteristiche sono:
Zanni (il primo servo o servo tonto), Arlecchino (il secondo servo o servo furbo), Brighella (il piccolo padroncino), Pantalone (l' accumulatore di denaro), il Magnifico (un Pantalone della politica), il Capitano (guardaspalle del Mercante), Tartaglia (fragile e balbuziente), il Dottore (il parassita), Pulcinella (maschera napoletana la piu' antica, se ne ha notizia gia' nel 1500), la Strega (sacerdotessa della sapienza femminile), poi altre meno note.
Le maschere sono anche personalizzabili e si puo' anche partecipare a dei corsi che periodicamente Giovanni Balzaretti organizza in un numero non superiore a 6 per poter essere seguiti scrupolosamente.
Di seguito alcune maschere realizzate:
- Strega (foto 11)
- Magnifico (foto 12)
- Capitano (foto 13)
- Arlecchino cinese (foto 14)
- Neutra (foto 15)






Le notizie e le foto mi sono state fornite da Giovanni Balzaretti
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